Nella giornata di giovedì 24 novembre, alle ore 16,30, presso la sede del Partito Democratico, ubicata in via Sicilia nr.17 a Canosa di Puglia(BT), discuteremo con l’On. Ernesto Carbone, delegato in Segreteria nazionale PD di Pubblica Amministrazione e Made in Italy, degli effetti economici della riforma costituzionale che investiranno il nostro Paese. Infatti, la riforma costituzionale su cui ci apprestiamo a votare il prossimo 4 dicembre costituisce la prima occasione in cui gli italiani hanno la possibilità di tagliare drasticamente i costi della politica e allo stesso tempo, essa delinea in maniera più chiara e funzionale compiti e poteri degli enti istituzionali. Questa riforma costituzionale, se con il nostro voto dimostreremo di curarci del merito della stessa, potrà consegnarci un Paese con meno burocrazia e meno sprechi. Calcolatrice alla mano, i risparmi sono di pronta stimabilità: la riforma porterà a regime a un risparmio di oltre 490 milioni di euro all’anno attraverso l’eliminazione delle indennità dei 315 senatori (80 milioni); la razionalizzazione delle spese necessarie a Palazzo Madama e l’accorpamento delle strutture del Senato a quelle della Camera dei Deputati (fino a 70 milioni); il superamento definitivo delle Province che fino a qualche tempo fa erano rappresentate da un esercito composto da 2700 Consiglieri Provinciali, 700 Assessori Provinciali e 86 Presidenti di Provincia, tutti ben remunerati (320 milioni, già in parte accantonati); abolizione del CNEL (8,7 milioni da subito e 20 milioni a regime). A questi vanno aggiunti ulteriori risparmi dovuti alla parametrazione degli stipendi dei 921 consiglieri regionali ai Sindaci delle città capoluogo di Regione e l’eliminazione dei trasferimenti ai gruppi regionali (altri 72 milioni), inoltre segnaliamo la diminuzione dei costi, di difficile quantificazione, dell’enorme contenzioso tra Stato e Regioni per quel che riguarda le rinomate competenze concorrenti.
Alcuni sostenitori del No citano un documento della Ragioneria Generale dello Stato per asserire che i risparmi sarebbero solo 57 milioni annui: in realtà, la Ragioneria si è limitata ad una stima prudenziale sui solo risparmi di breve periodo derivanti dall’abolizione delle indennità dei senatori, ma non si è espressa sulle altre misure della riforma, né sui risparmi conseguibili a regime. Infine, appunto, la riflessione più importante si ha per quel che saranno gli effetti benefici che la riforma imprimerà alla crescita economica del Paese: Commissione Europea, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico e Fondo Monetario Internazionale sono infatti concordi nel ritenere che la stabilità politica e l’efficienza legislativa introdotte nel caso di vittoria del Sì al Referendum, insieme alle riforme già avviate e a quelle da realizzare nei prossimi anni potranno sostenere la produttività e il PIL dell’Italia. Secondo la stima OCSE, in particolare, tale crescita strutturale può arrivare a +0,6% l’anno. Di tutto questo e di molto altro ancora discuteremo giovedì, sicuri che potrà essere un importante momento di confronto su un appuntamento referendario che ci auguriamo possa segnare un nuovo corso per l’Italia.



































