Un’altra campagna di raccolta negativa per l’oliveto Italia. Le prime stime indicano un raccolto di olive che porterĂ nel 2024-2025 a circa 200.000 tonnellate di olio extravergine made in Italy. Un quantitativo nuovamente in calo sull’annata precedente. Il Sud Italia perde tra il 40% e il 50% di olive rispetto al 2023. Mentre, la Spagna torna sopra 1,3 milioni di tonnellate di olio evo. La produzione mondiale dovrebbe invece attestarsi all’interno di una forchetta compresa tra 2,95 e 3,25 milioni di tonnellate. Se confermato, si tratterebbe di un risultato pressochĂ© allineato alla media delle ultime 5 stagioni, pari a 3,1 milioni di tonnellate. Per quanto riguarda invece le scorte saranno sostanzialmente azzerate entro 1-2 mesi; tra l’altro, in previsione di un consumo allineato alla media dell’ultimo quinquennio (3,12 milioni di tonnellate, secondo il Coi) l’intera disponibilitĂ mondiale 2024-2025 verrebbe assorbita dal mercato. Con questi numeri si configura uno scenario ancora di tensione sui prezzi, sia pure con qualche possibile correzione rispetto ai livelli eccezionalmente elevati di quest’anno. L’Italia deve produrre di piĂą, sia innovando le tecniche di coltivazione degli oliveti esistenti sia realizzando nuovi impianti piĂą produttivi.
A “Olivo in Campo”, la manifestazione organizzata da Edizioni L’Informatore Agrario in collaborazione con Agromillora, in calendario il 15 e 16 ottobre a Canosa di Puglia , presso l’azienda agricola Posta Locone, verranno illustrate, durante 5 workshop, alcune delle piĂą innovative tecniche di coltivazione dell’olivo finalizzate a migliorare le rese a ettaro. Inoltre, negli oliveti della famiglia Ferrara – proprietaria dell’azienda Posta Locone – che da secoli in Puglia e in Abruzzo è dedita alla coltivazione dell’olivo, sarĂ possibile vedere in azione macchine, attrezzature e tecnologie innovative, che possono aiutare l’olivicoltore a rendere piĂą sostenibile dal punto di vista economico e ambientale la sua impresa. “Passione, studio e applicazione delle piĂą moderne tecnologie – secondo Eugenio Ferrara – sono state la chiave del successo delle Aziende agricole Ferrara. Io e mio fratello (Federico) – continua Eugenio Ferrara – abbiamo sempre creduto nell’attivitĂ che fu anche di nostro padre e di nostro nonno e lavoriamo e investiamo perchĂ© la prossima generazione possa raccogliere in pieno la sfida dell’agricoltura di precisione e della rivoluzione digitale, ormai giĂ realtĂ , anche in olivicoltura e sulla quale crediamo e investiamo”. A proposito di innovazione a Olivo in Campo sarĂ possibile vedere, per la prima volta in Italia, un robot in azione tra i filari di olivi e una postazione dimostrativa di agricoltura di precisione realizzata in collaborazione con Consorzi Agrari d’Italia, Unaprol e Coldiretti.



































