SarĂ la Sala Convegni Community Care, in Via Corsica n. 18 (strada privata), a Canosa di Puglia(BT) ad ospitare l’evento formativo “Femminicidio: tra cronaca e reato” che si terrĂ il 31 marzo 2017, dalle ore 15,00 alle 19,00. Ad organizzarlo l’Associazione degli Avvocati di Canosa “A. Palmieri” ed il Centro Anti Violenza “RiscoprirSi…”, in collaborazione e con il patrocinio dell‘Ordine degli Avvocati di Trani e del suo CPO, degli Ordini Professionali dei Giornalisti, degli Assistenti Sociali e degli Psicologi della Regione Puglia, nonchè della Consigliera di ParitĂ della Regione Puglia. L’evento formativo nasce dall’esigenza di provare a dare una risposta agli interrogativi sempre piĂą diffusi sul complesso tema della violenza di genere e lo si farĂ non solo tramite le voci dei professionisti che operano sul campo, ma anche attraverso la testimonianza di chi la violenza l’ha subito, infatti saranno ospiti Filomena Lamberti, sfigurata con l’acido dal suo ex marito che non voleva rassegnarsi alla fine del loro rapporto, e Grazia Biondi, Presidente dell’Associazione Manden – Diritti e LegalitĂ – che sta seguendo, assieme ad una equipe di esperte, il delicato caso giudiziario di Filomena.
Attraverso gli interventi dell’Avvocata Roberta Schiralli, socia e consulente legale CAV “RiscoprirSi…”, e dell’Avvocato Giuseppe Losappio, Professore Associato di Diritto Penale, si proverĂ a dare delle risposte dal punto di vista giuridico, a quanti continuano ad interrogarsi sulla opportunitĂ di introdurre all’interno del nostro ordinamento, in aggiunta a quello letteralmente e politicamente “neutro” di omicidio, un reato ad hoc di femminicidio, come omicidio di donne da parte di uomini “perchĂ© donne”, dunque in un significato specifico che non include tutte le uccisioni di donne, per qualsiasi causa e in qualsiasi contesto. Da un punto di vista culturale, poi, grazie all’esperienza di Simona Sforza (attivista politica e blogger) si proverĂ ad arginare l’incertezza di fronte all’uso di forme femminili nuove rispetto a quelle tradizionali maschili (es. ingegnera), alla presunta bruttezza delle nuove forme (es. ministra), o alla convinzione che la forma maschile possa essere usata tranquillamente anche in riferimento alle donne. Queste incertezze culturali/lessicali si ripercuotono sui meccanismi di assegnazione e di accordo di genere che giocano un ruolo importante nello scambio comunicativo; l’errore piĂą comune, infatti, quando viene commesso un omicidio o un atto di violenza è quello di trovare la giustificazione per la persona che lo ha commesso. Nei giornali, alla televisione, su internet, quando viene commesso un atto violento ne seguono sempre frasi che vogliono giustificare e quindi attenuare la responsabilitĂ dell’aggressore (uccisa per gelosia; uccisa perchĂ© era stato tradito;violentata perchĂ© vestita con abiti succinti, ecc..).
In un paese in cui ogni tre giorni viene commesso un femminicidio, sempre piĂą forte è l’esigenza di dover cambiare il modo di affrontare e vedere le cose, per questo l’evento organizzato in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, grazie all’intervento di Rossella Grandolfo, nella duplice veste di caposervizio Tg Mediaset e Consigliera segretaria Ordine dei Giornalisti della Puglia, si pone l’obiettivo di riflettere sulle corrette modalitĂ di comunicazione e informazione, perchĂ© non si devono cercare giustificazione dinanzi a tali episodi sempre piĂą brutali.ConcluderĂ l’evento Patrizia Lomuscio (Criminologa e Presidente CAV “RiscoprirSi) con una riflessione sulla promozione della cultura di genere, necessaria a vari livelli.




































