GiĂ annunciata dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel tardo pomeriggio odierno, a Roma è stata inaugurata la mostra “Forme e Colori dall’Italia Preromana. Canosa di Puglia” curata da Massimo Osanna, Direttore generale Musei, e da Luca Mercuri. L’esposizione che è stata giĂ ospitata negli Istituti Italiani di Cultura di Santiago del Cile, Buenos Aires, San Paolo del Brasile e CittĂ del Messico, rientra nell’ambito del programma di mostre e iniziative, frutto di un accordo di cooperazione tra la Direzione generale Musei del Ministero della Cultura e la Direzione generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale del Ministero degli Esteri, per la valorizzazione e la promozione all’estero del patrimonio culturale italiano, conservato nei depositi dei musei e dei parchi archeologici statali. Alla cerimonia sono intervenuti: il Presidente della VII Commissione (Cultura, Scienze e Istruzione) alla Camera dei Deputati, onorevole Federico Mollicone, il Direttore Generale Musei MiC e curatore della mostra, professor Massimo Osanna; il Vice Direttore Generale per la diplomazia pubblica e culturale MAECI e Direttore centrale per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, dottor Filippo La Rosa; il Direttore delegato di Castel Sant’Angelo e curatore della mostra, dottor Luca Mercuri; la Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, dottoressa Stella Falzone e il sindaco di Canosa di Puglia, Vito Malcangio. Hanno inoltre partecipato l’architetto Francesco Longobardi, Direttore delegato del Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia; l’architetto Anita Guarnieri Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Foggia e Barletta-Andria-Trani; la dottoressa Francesca Romana Paolillo, Soprintendente nazionale per il Patrimonio Subacqueo; Sergio Fontana, Presidente della Fondazione Archeologica Canosina e l’europarlamentare Francesco Ventola.
Dal 19 novembre, a Castel Sant’Angelo il pubblico potrĂ ammirare: artefatti originali appartenenti alla cultura Dauna (IV e II secolo a.C.), tra cui armature, ceramiche, gioielli, ornamenti e altri importanti manufatti provenienti dalle colonie greche fondate in Puglia prima della dominazione romana, oltre a materiale proveniente dagli ipogei (gallerie sotterranee destinate ai riti funerari), conservati nei depositi dei musei di Puglia o recuperati dal traffico illegale. La mostra illustra i tratti peculiari della cultura dei Dauni, attraverso materiali archeologici provenienti da uno dei principali centri della regione, l’area di quella che oggi è Canosa di Puglia. Qui, tra il IV e il II secolo a.C., i cosiddetti principi, personalitĂ ai vertici delle elite locali, venivano sepolti in tombe di famiglia, scavate nel tufo locale, gli ipogei, con ricchi corredi funerari che ostentavano, davanti alla comunitĂ , il loro status economico e culturale.
«Vedere Canosa e le sue ricchezze protagoniste nella Capitale ci inorgoglisce, – ha tra l’altro dichiarato il sindaco Vito Malcangio con le autoritĂ intervenute alla cerimonia di inaugurazione – consapevoli che le strada intrapresa per far conoscere le nostre ricchezze storico-culturali sia quella giusta. Lo dobbiamo a noi stessi, ma soprattutto a chi ci succederĂ , alle future generazioni, nella consapevolezza – conclude il primo cittadino – di lasciare ciò che si sta gestendo nelle migliori condizioni possibili. Sono sicuro che questo sia solo l’inizio». Mentre, l’europarlamentare Francesco Ventola ha anticipato che la mostra “Forme e Colori dall’Italia Preromana. Canosa di Puglia” farà «tappa nel 2025 nella mia amata Canosa. La valorizzazione della nostra storia come volano di conoscenza, sviluppo e lavoro!». La mostra è visitabile fino al 2 febbraio 2025 all’interno del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo che per le sue peculiaritĂ può essere considerato anche monumento e area archeologica. La prenotazione del biglietto è raccomandata nei giorni festivi e nel fine settimana (il sabato e la domenica).
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